Dieta Senza Lattosio: Facciamo Chiarezza!

– A TU PER TU CON IL NUTRIZIONISTA –

Appena scopriamo di essere intolleranti al lattosio la prima domanda che ci assale è: cosa posso mangiare? Soprattutto, la mia alimentazione non sarà più la stessa! Sappiamo bene che essere latto-intolleranti ci pone delle restrizioni e delle rinunce, ma questo non deve assolutamente significare avere una dieta “triste” e poco variegata.

Quante volte ci siamo ritrovati a chiederci se gli alimenti con la dicitura “Senza Lattosio” abbiano le stesse caratteristiche dei loro analoghi tradizionali? Oppure, quale processo industriale chimico è stato fatto per rimuovere il lattosio dal latte e renderlo “delattosato”?

Che siate intolleranti o semplicemente curiosi, forse vi sarete chiesti se questi alimenti rappresentano la scelta più salutare rispetto ai “fratelli” contenenti lattosio. Qualunque sia la domanda, cercheremo qui di rispondere ai dubbi e alle curiosità più frequenti sulla dieta senza lattosio, smascherando falsi miti e fornendo indicazioni per orientarsi al consumo di questi prodotti.

Abbiamo chiesto aiuto a Nico Donati, dietista nutrizionista che già conosciamo, per rispondere alle 6 domande più frequenti sulla dieta senza lattosio. Partiamo!

 

Dieta classica vs Dieta senza lattosio: cosa cambia?

Gli alimenti senza lattosio specificamente formulati, chiamati “delattosati”, non presentano nessuna differenza in termini di valori nutrizionali rispetto a quelli contenenti lattosio.

Gli alimenti senza lattosio fanno ingrassare o dimagrire?

Spesso pensiamo che gli alimenti “delattosati”, in virtù del loro sapore più dolce, facciano più ingrassare. Questo è frutto del maggior potere dolcificante di glucosio e galattosio rispetto al lattosio intero, ma in realtà gli altri nutrienti dell’alimento rimangono inalterati: i cibi senza lattosio dunque non fanno né dimagrire né ingrassare maggiormente rispetto a quelli normali.

Gli alimenti senza lattosio contengono più zuccheri, grassi o conservanti rispetto ai prodotti convenzionali?

No, gli alimenti senza lattosio sono in tutto e per tutto equivalenti alla controparte con il lattosio, eccezion fatta per la presenza di questo zucchero. Nell’alimentazione senza lattosio si applicano gli stessi consigli di una dieta sana ed equilibrata, raccomandando di limitare fortemente il consumo di prodotti confezionati e trasformati che sono generalmente più ricchi in sale, grassi, zuccheri aggiunti e conservanti. Si consiglia anche di preferire latte e derivati a ridotto contenuto di lipidi e colesterolo, come formaggi freschi o yogurt parzialmente scremati.

Mangiare senza lattosio comporta carenze nutrizionali o particolari benefici per la salute?

Dovrebbe essere ormai chiaro come seguire correttamente una dieta senza lattosio non comporti nessuna carenza nutrizionale. È indubbio come l’eliminazione del lattosio apporti invece benefici psico-fisici in chi soffre i sintomi dell’intolleranza. Allo stesso tempo è importante ricordare a chi tollera il lattosio di continuare ad introdurlo nella dieta, per non apportare modifiche al microbiota e indirettamente alla produzione di lattasi aumentando il rischio di mal digestione e relativi sintomi.

Devo escludere dall’alimentazione solo il latte di vacca o anche altri tipi tra cui quello di capra e pecora?

 Il lattosio è presente nel latte di tutti i mammiferi terrestri, dunque non ci sono differenze sostanziali per gli intolleranti tali da rappresentare un’alternativa valida a quello vaccino.  Il latte di capra o di pecora, benché più digeribili, apportano infatti rispettivamente 4,2 g/100 g e 4,5 g/100 g di lattosio in confronto ai 4,9g /100g di quello di vacca e sono quindi pressoché identici.

Posso concedermi qualche sgarro saltuario anche se sono intollerante?

No, l’ingestione del lattosio è sconsigliata anche in chi non soffre di alcun sintomo. Tuttavia, in caso di necessità, esistono integratori in commercio contenenti lattasi, generalmente da assumere poco prima del pasto contenente lattosio. Questi possono migliorare la capacità digestiva di tale zucchero e limitare gli eventuali sintomi, ma devono rappresentare solo una soluzione occasionale presente al bisogno.

 

Dott. Nico Donati

Dietista Nutrizionista 

 

 

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