Nel mese di agosto abbiamo affrontato la correlazione tra intolleranza al lattosio e glutine in questo articolo. Oggi con questo nuovo approfondimento affrontiamo la predisposizione genetica alla celiachia con l’esperto il Dr. Nico Donati dietista nutrizionista che, oltre ad essere celiaco ed intollerante al lattosio, collabora per la nutrizione e la ricerca al ​ Centro di Riferimento per la Celiachia dell’Adulto, ​ reparto di ​ Gastroenterologia Clinica AOUC Careggi – Firenze con il Prof. A. Calabrò​. 

 

Intolleranza al lattosio e predisposizione genetica alla celiachia

Quando in ambito clinico si cerca di dare una spiegazione ad alcuni disturbi del paziente, soprattutto gastroenterologici, non è raro imbattersi in una diagnosi di intolleranza al lattosio. Tale condizione è molto diffusa e arriva a coinvolgere oltre il 70% della popolazione generale.

Spesso, sintomi comuni come un gonfiore addominale o un mal di testa possono però essere causati da più condizioni. Ecco allora che l’indagine può orientarsi anche altrove, spesso alla ricerca dei cosiddetti “disturbi legati al glutine”.

Il più famoso di questi è senza dubbio la celiachia, definita anche come “intolleranza al Glutine”.  La sua diagnosi viene effettuata con analisi del sangue e gastroscopia, ma spesso per inquadrare il paziente ed avvalorare la diagnosi, viene effettuata anche un’analisi genetica. Questa tuttavia indica la sola predisposizione genetica del soggetto allo sviluppo della celiachia, ma non è sufficiente per effettuare una diagnosi.

I disturbi glutine correlati e l’analisi genetica

I professionisti della salute, medici o nutrizionisti essi siano, si sentono rivolgere spesso questa domanda: “Dottore, ma se sono geneticamente predisposto all’intolleranza al glutine, allora sono celiaca?”

La risposta come già detto è “no”, in quanto essere predisposti ad una condizione non significa per forza esserne affetti o svilupparla. La predisposizione genetica fornisce un’indicazione anche per il futuro sulla possibilità di sviluppare una patologia e per la celiachia si rivela con alcuni geni, principalmente il DQ2 ed il DQ8 i quali però sono presenti in gran parte della popolazione generale; sviluppare una condizione come la celiachia significa far parte solo dell’1% di queste persone. Serve altro, oltre alla genetica, per diventare celiaci.

Se si è intollerante al lattosio e geneticamente predisposto alla celiachia, è necessario escludere anche il glutine dalla dieta?

Dopo la diagnosi di intolleranza al lattosio, se si sospetta un coinvolgimento del glutine nella sintomatologia questo deve essere escluso soprattutto in due condizioni.

Prima fra tutti, quando le analisi del sangue hanno rilevato una positività ai marker per effettuare diagnosi di celiachia e la gastroscopia rivela un’atrofia dei villi intestinali; il paziente può essere dichiarato celiaco.

In alternativa, quando l’esclusione del lattosio dalla dieta non ha portato a benefici completi e i disturbi ancora presenti possono accendere un sospetto nei confronti del glutine. in questo caso, nonostante gli esami per la celiachia siano negativi, si può sospettare un’altra condizione.

 Gluten Sensitivity

Non si può escludere a priori un ruolo del glutine nella sintomatologia del paziente. La “Gluten Sensitivity” o “Sensibilità al Glutine”, è una condizione che non può essere diagnosticata con esami del sangue, bensì solo escludendo il glutine dalla dieta ed osservandone i benefici. Se dalla reintroduzione successiva del glutine i sintomi si ripresentano, allora quella persona può essere considerata sensibile al glutine. Come per la celiachia e l’intolleranza al lattosio, anche la gluten sensitivity può avere sintomi sovrapponibili.

Se i sintomi persistono nonostante l’esclusione di glutine e lattosio, cosa posso fare?

Nella Gluten Sensitivity spesso accade che i sintomi persistono nonostante l’esclusione di glutine e lattosio. Tali soggetti possono avere una capacità fermentativa intestinale tale da fermentare zuccheri presenti negli alimenti di uso quotidiano e giustificare un’intolleranza ai cosiddetti FODMAPS, acronimo inglese che equivale a “Oligosaccaridi, Disaccaridi, Monosaccaridi e Polioli Fermentabili”.

Allo stesso modo del lattosio, tali molecole hanno la capacità, fermentando, di produrre sostanze responsabili di numerosi sintomi, in primis il gonfiore addominale. La “D” di Fodmaps sta ad indicare un disaccaride, proprio il lattosio, che condivide con questi zuccheri la comune capacità fermentativa.

L’intolleranza ai Fodmaps è una condizione che spesso si associa alla Gluten Sensitivity e tali pazienti devono ridurre dalla dieta alcuni alimenti per migliorare i loro sintomi.

 In Conclusione

Se si è intolleranti al lattosio e predisposti geneticamente alla celiachia, l’esclusione del glutine è necessaria solo se gli esami del sangue e la gastroscopia rivelano una diagnosi di celiachia. In alternativa, l’esclusione del glutine può essere utile solo se si sospetta un miglioramento dei sintomi in funzione di una Gluten Sensitivity.

E’ necessario ricordare che mentre l’analisi genetica per l’intolleranza al lattosio equivale ad una diagnosi, per essere celiaci non è sufficiente essere geneticamente predisposti e che essere intolleranti al lattosio non aumenta il rischio di esserlo al glutine.

 

Attenzione!

La cosa più importante che deve essere raccomandata è di non escludere mai in autonomia gli alimenti al fine di trovare sollievo ai propri sintomi, in quanto questo potrebbe inficiare su una successiva diagnosi. Si consiglia di rivolgersi a figure esperte della salute come medici e professionisti della nutrizione che possono indirizzare in maniera efficace la terapia verso il miglioramento dei sintomi ed il soddisfacimento di tutti gli apporti nutrizionali.

 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                               Dr. Nico Donati

                                                                                                                                              Dietista Nutrizionista

 

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