In passato abbiamo già affrontato l’argomento intolleranza al lattosio e glutine in questo articolo. Oggi con questo nuovo approfondimento lasciamo la parola all’esperto, il Dr. Nico Donati dietista nutrizionista che, oltre ad essere celiaco ed intollerante al lattosio, ha svolto il suo lavoro di tesi nel reparto di Gastroenterologia Clinica AOUC Careggi – Firenze con il Prof. A. Calabrò.

Esiste una relazione tra intolleranza al lattosio e glutine?

Al giorno d’oggi sempre più persone si trovano a dover modificare la propria alimentazione per far fronte ad una serie di disturbi derivanti dall’ingestione degli alimenti contenenti glutine, un ammasso di proteine che in natura si trova in cereali come Frumento, Farro, Orzo e Segale. Le persone che soffrono di tali disturbi devono escludere dalla loro dieta questi alimenti e i prodotti da loro derivati (pane, farine, biscotti, panificati… ), mettendo in atto importanti cambiamenti nel proprio stile di vita.

Il numero degli individui che soffrono di problemi legati al glutine sono molto aumentati negli ultimi 25 anni e rappresentano oggi una parte non trascurabile della popolazione.

Le manifestazioni cliniche dei disturbi legati al glutine possono essere quanto mai variegate. Nella celiachia come nella Gluten Sensitivity la manifestazione più frequente è quella classica con sintomi gastrointestinali quali diarrea, stitichezza, distensione addominale. Non sono tuttavia rari altri tipi di sintomi, in primis stanchezza e debolezza.

L’unica soluzione attualmente disponibile per risolvere i sintomi è la totale esclusione del glutine dalla dieta. Tuttavia, non sempre la dieta risolve completamente i sintomi di questi individui.

Perché i sintomi possono persistere?

In una percentuale variabile tra il 5% e il 30% dei pazienti celiaci, i sintomi possono persistere anche dopo un anno dall’inizio della dieta. Le cause possono andare dall’accidentale assunzione di glutine a patologie “nascoste” che hanno sintomi simili a quelli della celiachia: la più comune è senza dubbio l’intolleranza al lattosio.

Perché l’intolleranza al lattosio si correla ai disturbi legati al glutine?

Negli individui celiaci, l’intolleranza al lattosio può coesistere allo stesso modo di come accade in circa metà della popolazione italiana ed avere cause genetiche. Infatti, la perdita negli anni della capacità di produrre lattasi – enzima predisposto alla digestione del lattosio – porta ad un malassorbimento di questo zucchero da parte dell’individuo, il quale manifesta sintomi spesso confusi con quelli della celiachia.

L’intolleranza al lattosio può essere però anche secondaria a quest’ultima condizione, quando il danno causato dal glutine a livello dei villi intestinali limita la corretta funzionalità degli enzimi essenziali per digerire i vari nutrienti, tra cui la lattasi. In questo caso, la maldigestione del lattosio si rivela essere una condizione transitoria, limitata al periodo necessario al recupero della corretta struttura intestinale.

E’ necessario intraprendere una dieta senza lattosio subito dopo la diagnosi di celiachia? Solo se i sintomi persistono dopo mesi dalla privazione del glutine?

Sebbene la celiachia non comporti alcuna predisposizione particolare nei confronti di altre intolleranze o allergie alimentari, al momento della diagnosi la capacità digestiva del lattosio può essere fortemente ridotta in funzione del danno intestinale.

L’adozione temporanea di una dieta priva di lattosio deve essere valutata in base al grado di danno intestinale e alla sintomatologia presente. Livelli più marcati e diffusi di atrofia dei villi necessitano con maggiore probabilità di unire alla dieta senza glutine anche l’eliminazione del lattosio.

È stato dimostrato come il recupero della completa funzionalità digestiva della lattasi sia più lento rispetto a quello degli altri enzimi intestinali. Dopo due anni dell’inizio della dieta senza glutine, la capacità di digerire il lattosio si attesta a solo il 35% del valore normale, nonostante il danno intestinale sia stato risolto. A seconda delle condizioni, può essere necessario escludere il lattosio per un periodo che va da pochi mesi a più di due anni.

E nel caso della gluten sensitivity vale lo stesso?

La Gluten Sensitivity è una condizione non associata ad un’atrofia dei villi, dunque non è necessario escludere il lattosio dalla dieta. Tuttavia, in caso di sintomi persistenti può rendersi necessario indagare un’eventuale intolleranza al lattosio data l’elevata prevalenza nella popolazione.

Come diagnosticare l’intolleranza al lattosio in un paziente celiaco?

La diagnosi non può prescindere da una corretta valutazione dei sintomi. E’ opportuno essere certi di un’adeguata aderenza alla dieta senza glutine e dell’avvenuta risoluzione del danno intestinale.

In caso contrario, test diagnostici come quello del respiro possono produrre un quadro di falsa intolleranza al lattosio, quando tale condizione risulta essere solo secondaria al danno intestinale. In questi casi, un’analisi genetica per l’intolleranza al lattosio, in quanto non inficiata dallo stato di salute dei villi intestinali, può togliere qualsiasi dubbio.

Cosa fare e cosa non fare

Spesso, i pazienti con sintomi persistenti nonostante la dieta senza glutine tendono ad escludere in autonomia molti alimenti al fine di trovare sollievo ai propri sintomi. Tra questi troviamo spesso quelli contenenti lattosio, ovvero latte e derivati. Così facendo, gli individui si espongono nel tempo a gravi carenze di calcio e vitamina D in grado di provocare indebolimenti delle strutture ossee e relative condizioni di osteopenia e osteoporosi.

Questo comportamento è stato evidenziato anche in un gruppo di pazienti con Gluten Sensitivity i quali, pur non avendo un malassorbimento intestinale dovuto alle lesioni tipiche della Celiachia, presentavano un quadro di osteopenia spiegabile solo con una esclusione autonoma dalla dieta di latte e derivati.

E’ necessario dunque non escludere dalla dieta alimenti che rappresentano fonti importanti di calcio, bensì sostituirli quando necessario con gli omologhi prodotti senza lattosio. Un corretto supporto da parte di professionisti esperti della nutrizione può senza dubbio assicurare il corretto soddisfacimento dei nutrienti necessari alla corretta salute ossea per ogni ogni fascia di età.

 

Dott. Nico Donati Dietista Nutrizionista

 

 

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