Sotto inchiesta: broccoli, pere e lattuga. Qual è il legame con il lattosio?  

Sfatiamo questi falsi miti con la Dr.ssa Michela Varchetta, Biologa Nutrizionista, che ha deciso di dedicarci questo importante approfondimento.

Chi soffre di intolleranza al lattosio, spesso si è ritrovato a dover fronteggiare sintomi come dolori addominali, mal di testa, nausea, gonfiore al basso ventre, crampi e altri ancora.

I tipici disturbi da intolleranza al lattosio sono causati da una mancata digestione o cattiva scissione del lattosio a livello intestinale.

Ma se dopo aver adottato una dieta lactose free o low lactose, alcuni di questi sintomi si ripresentano, a cosa è dovuto?

Spesso chi soffre di intolleranza al lattosio riferisce di disturbi intestinali in seguito all’assunzione di alimenti vegetali come broccoli, lattuga (soprattutto iceberg) e pere. Da qui è iniziata a circolare la notizia che in questi prodotti potessero esserci delle tracce di lattosio.

Se a voci di corridoio si aggiungono poi alcune fantomatiche liste, distribuite da medici e nutrizionisti, in cui si consiglia l’esclusione di questi cibi, allora il dubbio diventa una certezza: broccoli, pere e lattuga contengono lattosio! …SBAGLIATO!

Pensare che alimenti vegetali possano contenere lattosio, uno zucchero prodotto dai mammiferi per i mammiferi, è già di per sé una conferma che c’è qualcosa di profondamente errato in questa convinzione.

In letteratura c’è qualche testimonianza che indica la presenza di lattosio nei vegetali dovuta a contaminazioni umane spesso involontarie; inoltre la quantità di lattosio in essi presenti si aggira intorno al microlitro, quindi sono così irrisorie da non costituire per nessun motivo un problema per chi soffre di intolleranza alla molecola.

Dato che il lattosio è uno zucchero complesso, formato da glucosio e galattosio, in alcuni blog potrete trovare la simpatica teoria secondo cui galattosio e glucosio (zuccheri semplici), essendo presenti in alcuni vegetali, si unirebbero in matrimonio nell’intestino umano, dando vita al lattosio. Non lasciatevi abbindolare. Quelli di cui si parla sono certamente degli zuccheri contenuti anche nei prodotti vegetali, ma sono già in forma scissa; pertanto in nessun modo potrebbero mai formare lattosio a livello intestinale.

Ma se il lattosio non è presente nei vegetali, come spiegare i sintomi associati a questi alimenti?

La risposta sta nella composizione dei cibi e nell’infiammazione intestinale, che caratterizza chi soffre di intolleranze alimentari.

Soprattutto nel periodo iniziale, dopo la scoperta dell’intolleranza al lattosio, la mucosa intestinale risulta irritata, con un alterato assorbimento e una popolazione batterica non più reattiva come un tempo. In questa condizione di instabilità, alimenti ricchi di foodmaps (zuccheri a catena corta) e fibre, come quelli sopra citati, soprattutto se mangiati in enormi quantità, non fanno altro che aggravare l’irritazione intestinale.

È opportuno quindi reintrodurre in maniera graduale questi alimenti, valutare con il proprio nutrizionista/ medico l’assunzione dei giusti probiotici e/o altri integratori per il ripristino intestinale ed infine, ma non meno importante, è necessario imparare ad ascoltare il proprio intestino ed i cambiamenti che in esso producono gli alimenti.

 

Dott.ssa Michela Varchetta

Biologa Nutrizionista

 

 

 

 

La dr.ssa Michela Varchetta, biologa nutrizionista, ha conseguito la laurea in Biologia ad indirizzo nutrizionale, presso l’Università Federico II di Napoli. Nel corso dei suoi studi ha effettuato ricerche sperimentali sui principali allergeni alimentari, interessandosi sia dell’impatto che questi hanno sull’industria che sulla fisiologia umana. Ha preso parte a gruppi di ricerca per la pubblicazione di lavori scientifici su riviste di respiro internazionale per temi legati all’ambito delle allergie connesse al cibo. Divulgatrice della cultura alimentare, è attiva, con associazioni e realtà territoriali, nella creazione di momenti tesi alla sensibilizzazione su ciò che si porta in tavola e quindi alla tutela dell’ambiente. Amante della buona cucina, si diletta nella creazione di piatti originali che possano unire in modo armonioso le necessità palatali con quelle fisiologiche. Le consapevolezze acquisite in ambito nutrizionale e alimentare l’hanno spinta ad intraprendere un percorso di volontariato presso la struttura Ospedaliera di eccellenza campana, A.O.S.G. MOSCATI di Avellino, in qualità di nutrizionista. Attualmente è responsabile della gestione di diversi studi di nutrizione nella zona di Napoli e provincia e nella città di Avellino dove riceve per consulenze nutrizionali.
Telefono: 379 1722595  ;  Email: nutrizionista.michelavarchetta@gmail.com
Facebook: Nutrizionista Michela Varchetta Instagram: @nutrizionistamichelavarchetta

 

Bibliografia:
M. C. E. LOMER, G. C. PARKES, J. D. SANDERSON, Lactose intolerance in clinical practice –myths and realities, in “Alimentary Pharmacology and Therapeutics”, Volume27, Issue2,-January 2008 Pages 93-103.
R. Turco, S. Salvatore, E. Miele et al., Does a low FODMAPs diet reduce symptoms of functional abdominal pain disorders? A systematic review in adult and paediatric population, on behalf of Italian Society of Pediatrics in “Italian Journal of Pediatric”, 2018.
R. Cuomo, P. Andreozzi, F. P. Zito, V. Passananti, et al., Irritable bowel syndrome and food interaction, in “World Journal of Gastroenterology”, 2014 Jul 21; 20(27): 8837–8845.
R. Francavilla, M. Calasso, L. Calace et al., Effect of lactose on gut microbiota and metabolome of infants with cow’s milk allergy, in “Pedriatic Allergy and Immunology”, 22 March 2012
Y. Deng1,B. Misselwitz 2,N. Dai and M. Fox , Lactose Intolerance in Adults: Biological Mechanism and Dietary Management, in “Nutrients” 2015, 7, 8020-8035.

Altre Fonti:

1- “Tabelle composizione degli alimenti” 2000, INRAN, ROMA
2- Fourth Annual Report of the Reportable Food Registry, FDA- FOOD AND DRUG ADMINISTRATION

SITOGRAFIA:
https://www.drugs.com/cg/lactose-free-diet.html
https://www.fda.gov/food/food-allergens/survey-milk-dark-chocolate-products