LE 20+1 DOMANDE PIU’ FREQUENTI SULL’INTOLLERANZA AL LATTOSIO

  1. Cosa è l’intolleranza al lattosio?

L’intolleranza al lattosio si verifica in caso di carenza dell’enzima lattasi, si manifesta cioè quando viene a mancare parzialmente o totalmente l’enzima in grado di digerire il lattosio.

 

  1. Cosa è il lattosio?

Il lattosio è uno zucchero complesso (disaccaride) composto dall’unione di due zuccheri semplici, il glucosio e il galattosio (monosaccaridi). Il lattosio è il principale zucchero presente nel latte (circa il 98% dei suoi zuccheri) e nei suoi derivati; non solo nel latte vaccino, ma anche nel latte di capra, asina, pecora, bufala, oltre che nel latte materno. Per poter essere assorbito a livello intestinale, il lattosio deve essere digerito dall’enzima lattasi.

 

  1. Cosa è la lattasi?

La lattasi è l’enzima in grado di digerire il lattosio, ossia di dividerlo in glucosio e galattosio. La lattasi è collocata a livello dei microvilli dell’intestino tenue e la sua attività è massima alla nascita. Ulteriori informazioni su: www.associazioneaili.it/cosa-e-lintolleranza-al-lattosio/

 

  1. Quali sono i sintomi?

I sintomi sono variabili da individuo a individuo, con manifestazioni di diversa entità ed importanza, e dipendono, inoltre, dalla quantità di lattosio assunta. I sintomi specifici comprendono: gonfiore e tensione addominale, meteorismo, crampi addominali, diarrea o stipsi, digestione lenta, pesantezza di stomaco, ma anche stanchezza, eruzioni cutanee, mal di testa. Il tempo di insorgenza è variabile, da 1-2 ore a qualche ora dopo l’ingestione di alimenti che contengono lattosio. La sintomatologia è dipendente anche dal cibo associato, in quanto è legata alla velocità di svuotamento gastrico.

 

  1. Differenza tra intolleranza al lattosio ed allergia alle proteine del latte?

Le allergie alimentari sono reazioni avverse agli alimenti o ad alcune sostanze in essi contenute che derivano dall’attivazione del sistema immunitario, come alle proteine del latte (beta-lattoglobuline, alfa-lattoalbumine, caseine). I sintomi compaiono quasi immediatamente e comprendono manifestazioni sia sistemiche che localizzate, limitate al tratto gastro-intestinale, cutaneo o respiratorio. La complicanza più grave della reazione allergica è lo shock anafilattico.

Le intolleranze comprendono: deficit enzimatici (come la mancanza di lattasi intestinale per l’intolleranza al lattosio), metabolici ed intossicazioni da alimenti. I sintomi compaiono da 1-2 ore dopo, ma anche a distanza di tempo e le complicazioni si circoscrivono nel tratto gastro-intestinale.

N.B. Chi è allergico alle proteine del latte NON può consumare prodotti “delattosati”!

Ulteriori informazioni su: www.associazioneaili.it/rubrica-intolleranza-in-salute/allergie-ed-intolleranze-alimentari-queste-sconosciute/

 

  1. Come si diagnostica?

La diagnosi si basa su due principali metodiche: H2-Breath Test e Test genetico. In genere si esegue prima il Breath Test. Questo test consiste nel soffiare in una sacca prima e dopo aver bevuto una certa quantità di lattosio (in genere 20 grammi) sciolta in acqua, ad intervalli di 30 minuti per 4 ore; l’analisi di laboratorio dell’aria espirata consentirà di stabilire se il lattosio è stato digerito adeguatamente oppure no. Ulteriori informazioni su: www.associazioneaili.it/il-breath-test/

Il test genetico è consigliato eseguirlo subito nei bambini (a partire dai 3 anni), poiché meno invasivo in quanto si tratta di un prelievo salivale, oppure se si hanno altri casi in famiglia. Ulteriori informazioni su: www.associazioneaili.it/test-genetico-per-intolleranza-al-lattosio/

Breath Test e test genetico non sono test alternativi, perché forniscono informazioni diverse, è più corretto definirli complementari.

 

  1. Una volta avuta la diagnosi positiva, cosa devo fare?

Subito dopo la diagnosi è consigliato riequilibrare la propria flora batterica intestinale alterata dal lattosio assunto erroneamente, in modo da farla tornare alle condizioni ottimali. Seguire una dieta priva di tutti gli alimenti contenenti lattosio, evitando/limitando anche (ove possibile) i prodotti “delattosati” nel periodo subito dopo la diagnosi. Ulteriori informazioni su: www.associazioneaili.it/2015/06/12/informazioni-utili-per-tutti-gli-intolleranti-al-lattosio-leggere-bene/

 

  1. E’ consigliato assumere fermenti lattici?

Sì, soprattutto nel periodo post-diagnosi sono molto utili a ripristinare la flora batterica intestinale. Attenzione, scegliere fermenti lattici senza lattosio!

 

  1. Cosa sono gli enzimi (integratori di lattasi)?

Sono integratori, generalmente in compresse, contenenti l’enzima lattasi che se assunti prima di assumere il cibo contenente lattosio (nelle giuste quantità e condizioni) permettono di digerirlo. Ulteriori informazioni su: www.associazioneaili.it/integratori-di-lattasi/

 

  1. Sono previsti sconti o esenzioni?

No, l’intolleranza al lattosio non è riconosciuta come malattia cronica come la celiachia. I livelli essenziali di assistenza (LEA) sono previsti solo per coloro che presentano il “deficit congenito di lattasi”. Per maggiori info http://www.associazioneaili.it/2017/01/26/aggiornamento-livelli-essenziali-assistenza-lea/

 

  1. Esiste un legame tra la celiachia e l’intolleranza al lattosio?

Sì, molto frequentemente i celiaci sono predisposti geneticamente e/o acquisiscono anche l’intolleranza al lattosio. La celiachia compromette i villi intestinali sulla cui sommità si trova anche la lattasi. Inoltre il danno alla mucosa e la distruzione dell’ambiente batterico intestinale ne limitano la facilità e l’ottimizzazione dei processi di assorbimento delle sostanze nutritizie. Ulteriori informazioni su: www.associazioneaili.it/latto-intolleranza-e-celiachia-quale-legame/

 

  1. Quali formaggi posso continuare a mangiare?

I formaggi a pasta dura ed extra-dura si possono consumare in dosi ragionevoli dato che durante la loro stagionatura il lattosio viene trasformato in acido lattico. Queste varietà ne contengono valori vicini allo zero, una stagionatura in genere ben tollerata è superiore ai 30 mesi. Per leggere l’elenco dei formaggi concessi visita la nostra pagina: www.associazioneaili.it/2014/05/16/formaggi-e-intolleranza-al-lattosio-quali-si-possono-mangiare/

 

  1. Si rischia una carenza di calcio?

No, se integriamo la nostra dieta con spinaci, radicchio, invidia, cavoli, broccoli, carciofi, fagioli, mandorle, nocciole, semi di sesamo, latte vegetale fortificato, succhi di frutta integrati con calcio, ecc. Inoltre si possono mangiare i formaggi a pasta extra-dura, come il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano che assicura un apporto adeguato di calcio.

 

  1. Quali sono gli alimenti da evitare?

Bisogna evitare tutto ciò che contenga latte e/o derivati. NO a prodotti che riportano in etichetta: lattosio, latte, latte in polvere, latticello, burro, burro anidro, panna, siero di latte e altri simili. Leggere sempre attentamente ogni etichetta di ciò che si acquista.

 

  1. La frutta e la verdura contengono lattosio?

No, la frutta e la verdura fresca non contengono lattosio.

 

  1. Il lattosio si può nascondere?

No, con la nuova normativa (Regolamento UE n°1169/2011) tutti gli allergeni, compreso il lattosio, sono indicati e marcati nell’etichetta. Se non compare tra gli ingredienti significa che non è presente.

 

  1. Posso continuare a mangiare lo yogurt?

Il lattosio presente nello yogurt viene digerito dai fermenti lattici presenti all’interno. In genere lo yogurt (con fermenti lattici, ma non con aggiunte di creme di latte o altre lavorazioni) contiene una quantità ridotta di lattosio, quindi può essere tollerato da alcuni soggetti intolleranti. In ogni caso è consigliato assumere yogurt senza lattosio (“delattosati”, lattosio inferiore allo 0.01%) appositi per gli intolleranti al lattosio.

 

  1. E’ normale che dopo aver escluso il lattosio, i sintomi peggiorano?

Sì. Molto spesso durante la fase “post-diagnosi”, in cui escludiamo totalmente latte e derivati, è possibile avere stessi/simili sintomi; questo può essere dovuto al fatto che l’intestino si sta “riassestando” e/o che la dieta non viene eseguita correttamente.

 

  1. Sulle confezioni quando c’è scritto “può contenere tracce di latte” posso mangiarlo?

I prodotti che riportano in etichetta le diciture “può contenere tracce di latte/derivati del latte” o “prodotto in uno stabilimento che utilizza anche latte e derivati” non sono idonei per persone allergiche alle proteine del latte. Per gli intolleranti al lattosio in genere sono tollerati, prestando particolare attenzione nel periodo subito dopo la diagnosi.

 

  1. Negli ingredienti trovo la scritta “burro di cacao”, posso mangiarlo?

Si, il burro di cacao è un grasso estratto dai semi di cacao, pertanto non contiene lattosio.

 

  1. Il burro chiarificato contiene lattosio?

Il burro chiarificato non contiene lattosio (se non in tracce inferiori comunque allo 0.01%), perché la chiarificazione ha l’effetto di ridurlo.