DIAGNOSI DI INTOLLERANZA AL LATTOSIO

Nelle scorse settimane vi abbiamo parlato di tre temi molto importanti per la diagnosi di intolleranza al lattosio che fanno parte del nostro ciclo di approfondimenti “Intollerante al lattosio? Sì, ma diagnosticato!”:

Adesso che abbiamo chiarito gli aspetti principali dei test di diagnosi per l’intolleranza al lattosio, è arrivato il momento di capire come si leggono e quale informazione ci fornisce il risultato del test, sia esso positivo o negativo.

Prima di iniziare è necessario ricordare il ruolo e l’importanza del medico nel leggere un referto, non dobbiamo sostituirci alla figura dello specialista, ma anzi rivolgersi a lui è fondamentale per ricevere le giuste indicazioni per intraprendere il percorso post-diagnosi.

Partiamo con l’analizzare la risposta del BREATH TEST AL LATTOSIO. Di seguito un esempio di risultato positivo (tratto da referto anonimo fornito dal Laboratorio Lamm).

I valori registrati durante l’esame corrispondono alla quantità di idrogeno misurato nell’espirato (H2 ppm – parti per milioni), prodotto dalla fermentazione del lattosio (non digerito) ad opera dei batteri della nostra flora intestinale. Solitamente questi valori raccolti in tabella vengono riportati in un grafico che mostra la curva dell’andamento del test.

ATTENZIONE! E’ necessario registrare il VALORE BASALE ovvero il valore al tempo zero (t0), quello che si misura prima di bere il lattosio sciolto in acqua la mattina stessa dell’esame. Questo valore deve essere sottratto da ciascun valore registrato durante il test per capire quanto è stato il vero innalzamento dell’idrogeno.

Se il valore basale registrato all’inizio dell’esame risulta maggiore di 10 ppm, NON è consigliato proseguire con l’esecuzione del test perché potrebbe non essere stata seguita correttamente la preparazione al test o potrebbe esserci un’alterazione intestinale di altra natura.

IL TEST E’ POSITIVO quando la concentrazione di idrogeno nell’aria espirata dal paziente supera di 20 ppm il valore basale (in almeno in uno dei valori di H2 registrati).

Riportare solo il valore più alto ottenuto durante l’esecuzione del test NON è indicativo del risultato dell’esame, è necessario valutare l’andamento del test insieme ai SINTOMI che si manifestano durante le 4 ore e nelle 8 ore successive al test (12 ore totali).

ATTENZIONE! NON esistono GRADI DI INTOLLERANZA e NON esistono valori standard per definire l’intolleranza al lattosio LIEVE, MEDIA O GRAVE.

Il Breath test ha una durata di 4 ore in cui si registra la concentrazione di idrogeno soffiando nella sacca o nel beccuccio dello strumento ogni 30 minuti, per un totale di 8 valori + valore basale iniziale.

ATTENZIONE! L’esame può essere interrotto prima delle 4 ore, quando il personale medico-sanitario attesta un’evidente positività (comunque NON prima di 150 minuti).

Un aumento della concentrazione di idrogeno nei primi 30 – 120 minuti del test (definito positività precoce – FALSO POSITIVO) può essere causato da una sovracrescita batterica nell’intestino tenue (SIBO). E’ consigliato eseguire l’H2 Breath test al glucosio.

ATTENZIONE! Il Breath test può dare anche risultati FALSI NEGATIVI se la nostra flora batterica non è in grado di produrre idrogeno, ma metano (CH4) definita flora batterica metanogena. E’ consigliato quindi eseguire l’H2-CH4 Breath test al lattosio.

Intolleranza al lattosio o malassorbimento di lattosio?

Il malassorbimento di lattosio è l’incapacità di digerire il lattosio a livello intestinale ed è una condizione ampiamente diffusa in Italia, ma meno frequente (anche se alta) è la sindrome da intolleranza al lattosio che si definisce tale quando il mancato assorbimento dello zucchero ha un’origine genetica ossia una carenza di lattasi dovuta ad una variazione del DNA nel gene produce l’enzima lattasi. Infatti le persone che eliminano latte e formaggi dalla propria alimentazione, erroneamente convinti che essi siano la causa dei loro disturbi, sono senza dubbio più numerose rispetto a quelle realmente portatrici della sindrome. E’ pertanto fondamentale eseguire i test di diagnosi specifici e il ruolo del medico e/o nutrizionista per prevenire i potenziali deficit nutrizionali in quanto deve chiarire il reale rapporto tra tali disturbi ed il lattosio.

Concludendo, è necessario leggere e interpretare l’esito del breath test. I valori che ne derivano sono di grandissima importanza per accertare la causa dei propri sintomi, intraprendere la terapia post-diagnosi e tornare al benessere sia fisico sia psicologico. Per questo motivo ripetiamo di affidarsi al medico esperto per poter ricevere le giuste informazioni ed indicazioni da seguire. Non è sufficiente dire “positivo o negativo” o dare il valore massimo raggiunto, ma è utile inquadrare il risultato del test nella storia clinica della persona.

 

“Il medico che conosce la materia non è colui che cura semplicemente i suoi malati ma è colui che si prende cura dei sui pazienti”.

 

Dr.ssa Maria Sole Facioni, PhD

Bibliografia

  • H2 BREATH TESTING ROME CONSENSUS CONFERENCE, 2009