IL BREATH TEST, definito il gold standard per la diagnosi di intolleranza al lattosio, molto spesso non viene eseguito correttamente.

 

La scorsa settimana vi abbiamo parlato dell’importanza della diagnosi affidandosi a test scientificamente riconosciuti ed attendibiliNo ai falsi test e all’autodiagnosi!

Oggi vogliamo approfondire il primo dei due test più conosciuti e più comunemente utilizzati per la diagnosi di intolleranza al lattosio, ovvero l’ H2-BREATH TEST. Vogliamo soprattutto sottolineare l’importanza della preparazione al test e dell’esecuzione stessa.

Molto spesso riceviamo segnalazioni di centri/ospedali che non eseguono il test correttamente o nei quali non viene indicato di seguire alcuna preparazione al test.

Al fine di ottenere un risultato attendibile ed utile per la diagnosi, è necessario seguire delle specifiche linee guida che vi riportiamo di seguito. Le linee guida sono state emanate dalla comunità scientifica H2 – BREATH TESTING ROME CONSENSUS CONFERENCE, 2009. Potrebbero sembrare restrittive in quanto la preparazione prevede di seguire una dieta precisa e limitata il giorno precedente all’esame, ma si tratta di attenersi a queste regole solo il giorno prima dell’esame. Ne vale la buona riuscita del test e probabilmente la soluzione ai vostri sintomi!

In questo articolo vi avevamo già parlato di cosa si tratta il breath test e in cosa consiste, oggi ci interessa porre maggiore attenzione su questi due aspetti.

ATTENZIONE! 

  • Durante l’effettuazione del test potrebbe essere deciso da parte del personale tecnico-sanitario che lo esegue di interromperlo prima alle 3 ore in quanto la positività è evidente, in tal caso non ci sono problemi di inosservanza alle indicazioni sopra riportate.
  • Se il valore basale risulta superiore a 10 ppm, non è consigliato proseguire con l’esecuzione del breath test in quanto si parla di positività precoce dovuta probabilmente ad altre cause (da indagare) e/o ad una preparazione al test non corretta.
  • NON esistono valori standard per definire l’intolleranza al lattosio grave, moderata o lieve. E’ molto importante l’interpretazione del risultato insieme alla valutazione della storia clinica del paziente e all’osservazione dei sintomi manifestati durante e dopo il test. Per questo è necessario rivolgersi ad un medico specialista esperto che possa darvi le giuste informazioni e affiancarvi in questo percorso. Il passaparola non è sufficiente!
  • Vi ricordiamo di segnalarci eventuali centri/ospedali che non seguono queste linee guida, sarà nostra premura contattarli e chiedere maggiori informazioni.
  • In questo comunicato vi abbiamo riportato i chiarimenti ottenuti dall’Ospedale di Seriate (BG) che abbiamo contattato in seguito a molte segnalazioni ricevute.

 

Ci sono dei punti critici con l’esame del breath test tra cui la preparazione del paziente, il substrato utilizzato (in questo caso è il lattosio), che tipo di strumento si utilizza e, non meno importante, le conclusioni cliniche che vengono tratte da ogni test. Per questi motivi è necessario svolgere l’esame in ospedali e centri medici validi, con l’ausilio di personale medico-scientifico qualificato. In ogni caso chiedete sempre informazioni al momento della prenotazione, meglio una domanda in più che una in meno!

 

 

Dr.ssa Maria Sole Facioni, PhD

Bibliografia

  • H2 BREATH TESTING ROME CONSENSUS CONFERENCE, 2009