Sempre più spesso riceviamo segnalazioni di falsi test non affidabili o non eseguiti  in modo corretto. Sembra davvero l’era delle bufale e delle fake news, chiunque si improvvisa esperto di salute, cucina e nutrizione, ma impariamo a distinguere le fonti!

AILI da sempre fonda le sue basi sulla scienza e sugli studi scientifici in grado di dimostrare la veridicità delle informazioni divulgate.

Non possiamo precludere da questo, anzi, vogliamo tradurre tutto ciò in un linguaggio semplice, fatto di esempi tangibili e che sia di immediata comprensibilità da parte di tutti.

La confusione regna già sovrana sui social e sul web (e non solo!), molto spesso si preferisce Dr. Facebook o Dr. Google allo specialista esperto per poi dilagare a macchia d’olio i cosiddetti “falsi miti della salute”.

Noi intolleranti al lattosio ne sappiamo qualcosa, vero?!

Oggi con questo breve articolo vogliamo far chiarezza sui test che non hanno nessuna valenza scientifica (definiti “test bufala“) e che NON sono assolutamente idonei per la diagnosi di intolleranza al lattosio (e di nessuna altra intolleranza o allergia!).

Quante volte abbiamo sentito dire: “voglio capire se sono intollerante a qualche alimento“, oppure “ho trovato sul famoso sito online di offerte il test per le intolleranze alimentari a buon prezzo, lo faccio perché non si sa mai!” o “al giorno d’oggi siamo tutti intolleranti a qualcosa“, ancora “non riesco a dimagrire perché ho qualche problema di intolleranza o allergia“.

La sensazione di essere poco affini ad un alimento o ad una categoria di prodotti sta diventando purtroppo una “moda”. Sicuramente chi parla non sono persone che hanno sintomi o sintomi riconducibili ad una vera intolleranza o allergia! Queste persone non comprendono il danno che stanno creando a chi invece ha una diagnosi certa di intolleranza o, peggio ancora, di allergia e deve convivere con questa esigenza o patologia.

Attenzione però a non confondere queste persone con chi davvero manifesta sintomi anche importanti e, purtroppo, non riesce a capirne la causa perché non trova un giusto professionista preparato a cui affidarsi e che gli consigli di eseguire test mirati ed attendibili.

In aggiunta, il proliferare di FALSI test diagnostici per intolleranze o allergie alimentari ha generato negli ultimi anni molta confusione oltre a false aspettative di dimagrimento nei soggetti in sovrappeso o di dieta più salutare. Le diete che escludono determinati alimenti, se non adeguatamente gestite e monitorate da un professionista sanitario competente, possono comportare un rischio nutrizionale non trascurabile, soprattutto nei bambini.

In Italia è stato valutato un business dei falsi test di circa 3 milioni di euro!!!

L’Associazione italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica – ADI, in collaborazione con le maggiori Società scientifiche (AAIITO, AIGO, AMD, ANDID, SIAAIC, SIAIP, SID, SINU, SINUPE e SIO) ha elaborato un decalogo validato dal Ministero della salute che vi riportiamo di seguito.

Al PUNTO 4 si riporta quanto segue: Diffidare da chiunque proponga test di diagnosi di intolleranza alimentare per i quali manca evidenza scientifica di attendibilità. I test NON validati sono: dosaggio IGg4, test citotossico, Alcat test, test elettrici (vegan\test, elettroagopuntura di Voll, bioscreening, biostrengt test, sarm test, moratest), test kinesiologico, dria test, analisi del capello, iridologia, biorisonanza, pulse test, riflesso cardiaco auricolare.

I test sopracitati sono poco attendibili anche perché non sono riproducibili, questo significa che se ripetuti possono dare risultati differenti anche nello stesso soggetto.

 

PRESTARE ATTENZIONE:

  • Non diagnosticare intolleranze alimentari è grave, ancor di più se parliamo di allergie alimentari che potrebbero mettere a rischio la vita dell’individuo.
  • Fare questi test comportano un ritardo diagnostico, un dispendio economico inutile e la possibilità di scambiare patologie gravi come presunte intolleranze.
  • Seguire regimi alimentari che prevedono l’esclusione di gruppi di alimenti senza alcun motivo valido e senza fondamento scientifico comporta limitazioni di tipo psicologico e nella vita sociale.
  • Non meno importante e da non sottovalutare il grave rischio di malnutrizione quando questi test inaffidabili sono eseguiti in età pediatrica ed evolutiva.

Concludiamo con ricordare che i test oggi comunemente diffusi e scientificamente attendibili per diagnosticare l’intolleranza al lattosio sono H2-Breath Test e Test genetico, da accertarsi che siano eseguiti correttamente e con la preparazione adeguata nel caso del Breath Test .

Questo è il primo articolo di un nuovo ciclo intitolato “Intollerante al lattosio? Sì, ma diagnosticato!” che proseguirà con altri approfondimenti e che pubblicheremo una volta alla settimana, dedicato alla diagnosi di intolleranza al lattosio.

Il nostro obiettivo è fare chiarezza!

 

 

Dr.ssa Maria Sole Facioni, PhD