Quale legame tra alimenti ricchi in fibre e intolleranza al lattosio?

La fibra è spesso associata alla salute dell’intestino, oltre che ad altre benefiche proprietà, e la sua assunzione è raccomandata ed equivalente a circa 25-30 g al giorno. Aiuta, infatti, nella motilità intestinale, regolarizza l’alvo, ed è ideale per contrastare pertanto fenomeni di stitichezza, ma anche diarroici.

Spesso, però, per chi ha disturbi intestinali dovuti all’intolleranza al lattosio, il consumo di alimenti ricchi in fibra può portare ad un incremento dei sintomi. Ma è dovuto alla fibra o all’alimento in sé, a creare fastidiose problematiche?

Per rispondere alla precedente domanda, occorre fare un passo indietro e scoprire innanzitutto quali sono gli alimenti ricchi in fibra.

Tra questi possiamo citare varie tipologie di:

  • Frutta
  • Verdura
  • Legumi
  • Cereali integrali
  • Frutta secca

 

Ma questi cibi contengono anche i cosiddetti fodmapsFermentable Oligosaccharides, Disaccharides, Monosaccharides and Polyols”, ovvero piccole molecole, che però non vengono facilmente assorbiti dall’intestino ed una volta fermentate dalla microflora intestinale, provocano produzione di gas, richiamo di acqua a livello del colon con conseguente dolore e ipersensibilità intestinale.

Pertanto, delle volte, il consiglio di eliminare questi alimenti ad alto contenuto in fibre è per lo più associato alla presenza di fodmaps che alla fibra in se.

Anzi, la fibra alimentare viene fermentata dal microbiota intestinale, come abbiamo già detto, con conseguente aumento della produzione di SCFA (acidi grassi a catena corta). Gli SCFA, in particolare il butirrato, vengono utilizzati non solo come fonte di nutrimento per le cellule intestinali che si traduce in un miglioramento della barriera intestinale, ma possiedono anche un effetto antinfiammatorio, principalmente attraverso l’inibizione della produzione e del rilascio di mediatori dell’infiammazione.

Ovviamente, come per tutti gli alimenti, un eccessivo consumo di fibra può portare all’insorgenza di effetti collaterali a carico del tratto gastrointestinale come flatulenza, gonfiore addominale o diarrea. Rispettare la quantità giornaliera consigliata, è pertanto un suggerimento da non sottovalutare.

 

A cura della Dott.ssa Marina Putzolu

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