Benefici del consumo di probiotici negli individui con intolleranza al lattosio

 

La microflora intestinale gioca un ruolo importante per lo sviluppo della tolleranza orale al cibo.

I probiotici sono definiti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come “microrganismi vivi che, somministrati in quantità adeguate, conferiscono un beneficio all’ospite”.
Questi microrganismi risiedono abitualmente nell’intestino umano, e costituiscono quella che viene comunemente definita “microflora intestinale”. In termini scientifici, l’insieme di tutti i differenti microrganismi della flora di un individuo prende il nome di microbiota. 

I probiotici hanno molteplici effetti che si manifestano sia all’interno del lume intestinale sia all’interno e all’esterno della mucosa intestinale.

Benché non esistano ancora evidenze scientifiche tali da consigliarne l’utilizzo routinario nella pratica clinica, la scoperta che alcuni ceppi probiotici possiedono le “capacità” riportate in figura 1, ha portato, nel corso di questi ultimi anni ad un aumento del loro utilizzo nel trattamento delle alterazioni gastrointestinali, incluse allergie e soprattutto intolleranze alimentari.

Fig.1 – Rappresentazione schematica dei meccanismi di azione dei probiotici implicati nella prevenzione e trattamento di allergia e intolleranza.

 

In particolare nel trattamento dell’intolleranza al lattosio, i probiotici possono agire a diversi livelli:
– sul prodotto (la capacità idrolitica di alcune specie probiotiche aggiunte all’alimento può ridurre la quantità effettiva del lattosio nel prodotto, come nello yogurt)
– nell’intestino tenue (per aumentare la capacità complessiva idrolitica nell’intestino tenue)
– nella fermentazione a livello del colon.

Non è ancora chiaro se sia il lattosio di per sé, i suoi metaboliti o la miscela di entrambi, a determinare lo sviluppo dei sintomi di intolleranza, ma l’ipotesi è che la rimozione di questi prodotti possa ridurre i sintomi clinici. La ricolonizzazione dell’intestino tenue con specifici ceppi probiotici potrebbe ripristinare le condizioni ottimali di degradazione metabolica del lattosio, riducendone notevolmente la quantità che arriva al colon.

Come già detto nell’intolleranza al lattosio è stata osservata, una marcata riduzione nell’intestino dell’enzima β-galattosidasi. La produzione di β-galattosidasi è altamente “specie-specifica”, il Lactobacillus acidophilus W22 e il Bifidobacterium lactis W51, hanno dimostrato di essere degli ottimi produttori di β-galattosidasi. Oltre a questo, uno degli obiettivi del trattamento probiotico nei pazienti con intolleranza alimentare è il ripristino della funzione barriera dell’epitelio intestinale.

Inoltre, per una corretta ricolonizzazione dell’intestino è fondamentale che le colonie batteriche arrivino numerose ed attive nell’intestino tenue, è quindi di primaria importanza la resistenza dei vari ceppi agli acidi gastrointestinali ed alla bile. Bifidobacterium lactis W51, Lactobacillus acidophilus W22 e Lactobacillus plantarum W21 e Lactococcus Lactis W19, si distinguono per la loro elevata resistenza gastrica garantendo una migliore colonizzazione intestinale ed una elevate attività biologica.

 

Intolleranza al lattosio – Studio Lioness

Alcuni ricercatori dell’Ospedale Policlinico San Martino di Genova hanno condotto uno studio per stabilire se l’uso quotidiano di un simbiotico a base di Bifidobacterium lactis W51, Lactobacillus acidophilus W22, Lactococcus lactis W19, Lactobacillus plantarum W21 ed inulina, fosse in grado di ridurre i sintomi di intolleranza al lattosio e colonizzare il microbiota intestinale.

I primi risultati ottenuti hanno evidenziato una riduzione significativa dei sintomi correlati all’intolleranza al lattosio: il 71% dei pazienti trattati ha infatti mostrato un miglioramento significativo già dopo 3 mesi di trattamento che si è assestato a 66% dopo 6 mesi. I miglioramenti a 3 e 6 mesi non sono statisticamente differenti fra loro .

Anche la percentuale di pazienti con Breath Test positivo si è ridotta significativamente del 65% e 81% dopo 3 e 6 mesi rispettivamente, dimostrando l’efficacia di alcuni ceppi selezionati di probiotici nel controllo e nella gestione dei pazienti con intolleranza al lattosio diagnosticata.

Dati preliminari dello studio sono stati presentati al Congresso Nazionale di Allergologia e Immunologia Clinica (SIAAIC meet up 2018) lo scorso Aprile a Bologna.

Fonte: Minale P. et al. The LIONESS study preliminary results: An observational study to evaluate efficacy and tolerability of oral symbiotic in patient with lactose intolerance. SIAAIC meet-up Bologna 5-6 Aprile 2018.

Dr.ssa Maria Sole Facioni, PhD

in collaborazione con Allergy Therapeutics italia