Negli ultimi anni stiamo assistendo al reinserimento nelle nostre tavole della canapa alimentare, tecnicamente conosciuta come Cannabis sativa, una pianta annuale appartenente alla famiglia delle Cannabaceae.

Un po’ di storia.

Prima del proibizionismo imposto nel XX secolo su tutte le specie della famiglia Cannabaceae, la Cannabis sativa era stata coltivata per millenni in tutto il mondo, e i sui semi erano già un componente base della dieta dell’uomo preistorico. Il basso contenuto di cannabinoidi (<0,2%) nella resina della Cannabis sativa ha permesso la riapertura della sua coltivazione e, in questo modo, di poter godere degli innumerevoli benefici associati con la sua introduzione nella dieta.

Canapa in cucina è sinonimo di buona salute.

I semi di canapa sativa sono considerati uno degli alimenti più nutrienti del nostro pianeta, grazie a una combinazione unica di macro e micronutrienti.

Innanzitutto sono composti per il 25% da proteine e contengono tutti gli 8 amminoacidi essenziali. Sono inoltre ricchi di fibre alimentari (circa un 37%), importanti vitamine del gruppo B: B1, B2 e B6, vitamina D e vitamina E, e di minerali come fosforo, potassio, magnesio, calcio,  ferro e zinco. Ma la parte più interessante arriva quando guardiamo al contenuto in grassi, di cui questi semi sono ricchissimi (circa il 35%). Infatti, più dell’80% della parte grassa dei semi di canapa è costituita da acidi grassi polinsaturi essenziali, i tanto conosciuti omega-3 e omega-6, in un rapporto (omega-6/omega-3) di 3:1, ritenuto ottimale per la salute secondo gli standard della OMS.

Per via del loro particolare valore nutrizionale quindi, i semi di canapa sono oggi nel mirino della comunità scientifica, che ne sta studiando soprattutto il potenziale effetto anti-infiammatorio e il ruolo nella prevenzione di varie malattie, tra le quali le malattie cardiovascolari.

Oltre ad avere uno straordinario profilo nutrizionale, i semi di canapa hanno anche un sapore gradevole che ricorda quello della nocciola. Inoltre, dai semi Cannabis sativa si possono ottenere farina e olio, mentre con le foglie si producono tisane, birra e caramelle.  Vediamo quindi che la Cannabis sativa si presenta come un alimento versatile, da poter aggiungere a un gran numero di ricette e situazioni nelle nostre cucine.

Va sottolineato che semi e derivati della Cannabis sativa sono naturalmente privi di glutine, risultando un perfetto alleato nella dieta dei celiachi.

I semi di canapa possiedono molte proprietà e benefici utili per la salute dell’organismo umano.

Tuttavia, come con qualsiasi alimento, non bisogna abusarne né considerarlo un ‘superfood’. Il consumo di canapa alimentare è generalmente sicuro, anche se sono state osservate delle controindicazioni delle quali bisogna essere coscienti nel momento in cui si decide di inserirla nella dieta. È stata suggerita una possibile interazione tra la canapa alimentare e dei farmaci, in particolare con anticoagulanti. Oltretutto, proprio l’alto contenuto di grassi, seppur di buona qualità, potrebbe creare problemi a livello digestivo.

 

Ricette:

Dal Blog di Nonna Paperina – Tiziana Colombo

https://www.nonnapaperina.it/2017/10/pasta-frolla-con-farina-di-canapa/

https://www.nonnapaperina.it/2015/08/pasta-fresca-con-farina-di-canapa/

https://www.nonnapaperina.it/2017/02/cookies-alla-canapa/

https://www.nonnapaperina.it/2014/06/latte-di-canapa/

https://www.nonnapaperina.it/2015/11/occhi-bue-alla-canapa-sativa/

 

Bibliografia:

  • Hempseed as a nutritional resource: An overview; J.C. Callaway, Euphytica 140: 65–72, 2004
  • https://www.coltivazionebiologica.it/canapa-industriale-alimentare/
  • Nutritive quality of romanian hemp varieties (Cannabis sativa L.) with special focus on oil and metal contents of sedees; Mihoc M et al.; Chem Cent J. 2012 Oct 23;6(1):122
  • Preventive and treatment effects of a hemp seed (Cannabis sativa L.) meal protein hydrolysate against high blood pressure in spontaneously hypertensive rats; Girgih AT et al.; Eur J Nutr. 2014 Aug;53(5):1237-46.

 

 

Simona Giardina, Biologa e PhD in Nutrizione Umana

“Fino a che punto le nostre scelte a tavola influenzano la nostra salute e l’ambiente? Per rispondere a questa domanda ho deciso di studiare Biologia e di integrare la mia formazione con un dottorato in Nutrizione, lavorando a stretto contatto con alcuni tra i più grandi esperti in Dieta Mediterranea in Spagna”