Dolori addominali, spossatezza, sanguinamenti, ed evacuazioni frequenti, sono alcuni dei sintomi più comuni della malattia infiammatoria intestinale, che secondo le stime, colpisce circa 200.000 persone in Italia.

Con il termine “malattie infiammatorie intestinali” si accomunano due patologie cliniche: la retto-colite ulcerosa ed il morbo di Crohn. Entrambe sono caratterizzate da un cronico stato infiammatorio a livello del tratto gastrointestinale. È noto come fattori genetici, ed ambientali (vedi il fumo, alimentazione, alcool…) possano caratterizzare una certa predisposizione.

Entrambe le condizioni patologiche sono caratterizzate da un alternarsi di periodi di quiescenza e periodi di attività durante i quali l’infiammazione del tratto gastrointestinale si rende clinicamente evidente. Ma, mentre nella colite ulcerosa il coinvolgimento infiammatorio è circoscritto alla mucosa del colon, nel morbo di Crohn l’infiammazione può colpire qualsiasi area del tratto gastroenterico.

Oltre ai vari sintomi e segni, che il paziente può manifestare, importante è la valutazione del suo stato nutrizionale. Infatti, per una percentuale che varia dal 20% all’85% dei pazienti, risulta essere compromesso. La malnutrizione è una chiara conseguenza di uno scarso apporto nutritivo, di malassorbimento, o di aumentate perdite intestinali e può comparire persino quando la malattia è in fase di remissione.

Risulta pertanto fondamentale un trattamento nutrizionale atto a correggere eventuali deficit.

Come intervenire?

  • Innanzitutto è bene precisare, che in caso di gravi carenze nutrizionali, è bene farsi seguire da un professionista che potrà valutare la composizione corporea, e mediante un’attenta anamnesi, adattare le necessità fisiologiche alle vostre esigenze quotidiane
  • Ridurre, o meglio eliminare, alimenti contenenti lattosio, che potrebbero portare ad un richiamo di acqua a livello intestinale e quindi peggiorare la sintomatologia
  • Seguire, ma solo per un breve periodo di tempo, specie se in fase acuta, una dieta a basso contenuto in fibre
  • Ipotizzare un’eventuale supplementazione di vitamine e minerali
  • Importante, infine, è valutare l’introduzione di alimenti ricchi in polifenoli, molecole dalla preziosa attività antiinfiammatoria. Tra questi menzioniamo la quercetina (presente nella cipolla e mirtillo), epicatechina (nel tè verde e cioccolato), esperidina (in arancia e limone).

E, soprattutto, attenzione a non sottovalutare nessun sintomo, perché è l’unico modo con cui il nostro organismo ci comunica informazioni riguardanti il nostro stato di salute.

A cura della Dott.ssa Marina Putzolu

 

Bibliografia:

Strober W., Fuss I., Mannon P. (2007). The fundamental basis of inflammatory bowel diseases. The journal of clinical investigation

Romier B., Scheneider Y.J., Larondelle Y. (2009). During A. Dietary polyphenols can modulate the intestinal inflammatory response. Nutrition Reviews