In caso di sindorme dell’ intestino irritabile potrebbe essere utile seguire una dieta povera di alimenti che “fermentano”: una dieta “low Fodmap“.

I FODMAPs sono letteralmente “Fermentable Oligosaccharides, Disaccharides, Monosaccharides and Polyols”. Ovvero sono piccole molecole, che però non vengono facilmente assorbiti dall’intestino. Questo causa alcune problematiche in quella sede anatomica, in pazienti con intestino irritabile, tra cui: gonfiore, oltre che da crampi e alterazione della regolarità intestinale.

I fodmaps si ritrovano in diversi alimenti come il frumento, frutta e verdura.

Uno dei più presenti e responsabili è il fruttosio. Queste molecole non essendo assorbite dall’intestino, vengono fermentate dalla microflora intestinale, con produzione di gas. Inoltre, questi carboidrati provocano un richiamo di acqua a livello del colon. La conseguenza è quindi dolore e ipersensibilità intestinale.

Dove sono presenti? Vediamo alcuni esempi.

  • Monosaccaridi: (fruttosio) mele, pere, ciliegie, miele, asparagi
  • Disaccaridi: (lattosio) latte, formaggi, yogurt, gelato
  • Oligosaccaridi: (fruttani, galatto-oligosaccaridi) frumento, orzo, cipolla, aglio, piselli, lenticchie, ceci, carciofi
  • Poliolii: (sorbitolo, mannitolo, maltitolo, xilitolo) mele, pere, ciliegie, funghi, cavolfiore, chewing-gum

 

In determinate situazioni, pertanto, è necessario adottare una dieta priva di fodmaps, definita per l’appunto low fodmaps. E’ quindi consigliabile affidarsi al medico prima di eliminare/limitare autonomamente questi alimenti dalla dieta.

 

La dieta è stata sviluppata da un gruppo della Monash University a Melbourne, Australia, ed ha iniziato a essere nota nel 2008.

Questa si identifica in tre fasi:

1. Esclusione totale di tutti gli alimenti contenenti fodmaps, per “disintossicare” l’organismo.

2.Reintroduzione graduale, dopo aver valutato mediante un diario alimentare sintomi vari, dopo un periodo iniziale della durata di 2-4 settimane. In questo modo si possono identificare i cibi da evitare, ed eventuali tolleranze a determinati alimenti.

3.Gestione autonoma della dieta, con l’autocontrollo dei sintomi.

 

Tra i prodotti low-Fodmap, quindi a basso contenuto di queste molecole fermentabili e ammessi dalla dieta australiana, ci sono invece ceci e lenticchie in scatola, zucchine, zenzero, ravanelli, broccolo, finocchi e lattuga, latte e derivati senza lattosio, frutti di bosco, kiwi e uva.

Studi scientifici hanno dimostrato che i soggetti che hanno seguito questo protocollo dietetico hanno mostrato un notevole miglioramento, con la riduzione del gonfiore e dolore addominale, flatulenza e diarrea di corpo e defecazione alterata, arrivando ad un 70 % di pazienti che affermava di aver tratto beneficio dalla dieta.

A cura della Dott.ssa Marina Putzolu

 

Bibliografia:

Cian Hackett and Michael R. Kolber. (2015). “Low FODMAP diet “ Canadian Family Physician.

Halmos et al. (2014). “A Diet Low in FODMAPs Reduces Symptoms of Irritable Bowel Syndrome” Gastroenterology.

Una lettura consigliata: Libro di Cinzia Cuneo, “La Dieta FodMap”, Sperling & Kupfer.