Di Tiziana Colombo, alias Nonna Paperina

Chi soffre di intolleranza al nichel manifesta inizialmente problemi di salute con sintomi quali:

  • nausea
  • diarrea
  • prurito
  • asma
  • foruncoli
  • malessere generale
  • stanchezza
  • mal di testa

che sono all’ordine del giorno. In genere i soggetti sono in sovrappeso che continuano ad ingrassare senza un apparente motivo, e frequentemente i medici non riescono a spiegare il motivo di tale aumento di peso.

Come si evince da questa sintomatologia si tratta di sintomi molto generici che non aiutano il medico a fare una prognosi.

Fondamentale per una corretta diagnosi è l’anamnesi: il racconto fatto dalla persona interessata è basilare, così come è importante che segnali se la comparsa dei sintomi è successiva all’ingestione di alimenti ad alto contenuto di nichel.

Eseguita la diagnosi, che spesso lascia i pazienti perplessi, capita che essi si pongano delle domande tipo: “Come mai non ci ho pensato prima?” e “Perché i professionisti non conoscono ancora questa realtà clinica? “

Il più delle volte però trovano da soli la risposta e cioè che delle allergie in generale, ma di quella del nichel in particolare, pur essendo molto diffusa e in crescita esponenziale, se ne è informati poco e se ne parla ancora meno, tuttavia il fattore peggiore è che ancora oggi non tutti i medici sanno riconoscere tale patologia.

C’è molta ignoranza in materia e la strada da percorrere è ancora molto lunga …

Recentemente, ricercatori e studiosi del settore hanno individuato una sindrome clinica che presenta in larga misura i sintomi sopra elencati, dal nome abbastanza difficile che è SNAS, acronimo che si traduce in “Sistemyc Nichel Allergy Sindrome”.

I soggetti colpiti da questa sindrome sono in genere soggetti allergici, con storia di dermatite da contatto al nichel, ma non necessariamente, che compare dopo alcuni anni dalle manifestazioni dermatologiche.

Esistono provvedimenti da adottare, se si è sensibili al nichel?

Il primo provvedimento da adottare quando si è intolleranti al nichel, è quello di sopprimere la causa dei sintomi, quindi si procede all’eliminazione del nichel dall’alimentazione e dagli alimenti correlati ad alto contenuto di detto elemento.

Il secondo accorgimento consigliato è farsi elaborare, da esperti in nutrizione che abbiano una preparazione sulle allergie e sulle intolleranze, una dieta personalizzata.

Nella prima fase della suddetta dieta si elimineranno gli alimenti che inducono la patologia, nella seconda fase si introdurranno di nuovo ma in modo corretto e bilanciato, permettendo così il recupero dell’intolleranza e il ritorno a un’alimentazione che tenga conto delle esigenze personali.

Per cambiare la propria alimentazione e lo stile di vita non basterà, però, solo la for­za di volontà …

Bisognerà considerare notevoli disagi, varie difficoltà, situazioni di imbarazzo e di incomprensione da superare e il miglior suggerimento è trasformare questo “handicap” in una sorta di gioco per rendere tutto più facile.

Infatti, tutto s’impara nella vita e ci si adatta a qualsiasi cosa, basta organizzarsi!

E’ opportuno comporre dei promemoria e delle tabelle con gli alimenti concessi e quelli che non lo sono; al supermercato bisogna spendere un po’ di tempo per leggere le etichette degli ingredienti; scoprire nuovi sapori, nuovi alimenti fino a ieri sconosciuti come il quìnoa, il miglio, il grano saraceno, le castagne e l’amaran­to, la canapa e le nuove bevande alternative al latte.

E’ altresì consigliato organizzare un menù settimanale ove programmare quali alimenti cucinare per pranzo e per cena. Il provvedimento renderà tutto più facile e sarà utile nell’effettuare la spesa.

La dieta a rotazione prevede i giorni di nutrizione libera che permettono di soddisfare le proprie “voglie”, rendendo così più sopportabile i giorni di dieta.

Esistono inoltre piatti che con pochi accorgimenti possono essere tranquillamente gustati anche in regime alimentare. Un esempio di detti piatti sono le lasagne e si può ottenere un ottimo risultato cambiando la besciamella, usando una lasagna di farina di riso ed eseguendo un ragù bianco. Il piatto risulterà ottimo in ogni caso!

Ciò che bisogna fare è prendere coscienza degli alimenti che si possono consumare o meno, e sostituire quelli che creano problemi con qualcosa di simile. Inoltre, raccogliere in un libricino le ricette dei piatti da preparare cercandoli su Internet e accertandosi che siano ricette prive degli elementi incriminati, e parlare delle proprie intolleranze con amici e familiari, sono piccoli accorgimenti che aiutano a superare le difficoltà che si incontrano.

Prima di apprezzare gli sforzi fatti e abituarsi alla nuova alimentazione necessiterà del tempo, tuttavia l’indubbia soddisfazione nel vedere i risultati con la bilancia e nel notare un miglioramento della qualità della vostra vita, compenserà tali sforzi.

Dove si trova il nichel e qual è il fabbisogno giornaliero di questo metallo?

Il nichel è un metallo molto diffuso in natura ed è presente in quasi tutti gli oggetti che si toccano, dalle monetine al cibo, dagli utensili alle tubature dell’acqua, ecc…

Negli alimenti il nichel è presente in concentrazioni diverse e in alcuni ve ne sono alti contenuti. Tra questi elenchiamo: pomodori, cacao in polvere e cioccolato, frutta secca in genere, crostacei, kiwi, pere, prugne, uva e uva passa, soia, legumi ecc…

Altri alimenti invece, sono a basso contenuto di nichel quali, la carne, alcuni tipi di pesce, latte e derivati, ecc…

Non si hanno indicazioni in merito al fabbisogno giornaliero di nichel.

Per cuocere i cibi sono indicate le pentole di ghisa, di alluminio anodizzato, oppure di acciaio inox 18/c garantito senza nichel e quelle di terracotta.

Tiziana Colombo alias Nonna Paperina

http://www.nonnapaperina.it/intolleranza-al-nichel/

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