La disbiosi intestinale è un’alterazione della flora batterica, sia di tipo qualitativo che quantitativo.

Il tratto gastrointestinale rappresenta un’interfaccia tra l’ambiente esterno e l’interno del nostro organismo che si estende dalla bocca all’ano per circa 9 metri. Il cibo è ovviamente importante per il suo benessere ma può in alcuni casi costituire una minaccia per la sua salute.

Infatti, oltre a fornire i nutrienti fondamentali che saranno riassorbiti, porta anche all’esposizione con antigeni alimentari, batteri e vari microrganismi. Lo stesso Ippocrate nel 400 a.C. sosteneva che “la morte si trova nelle viscere” e che “una cattiva digestione è la radice di ogni male”.

La microflora rappresenta un ecosistema molto complesso. Basta considerare che in un grammo di feci ci sono circa 100 miliardi di batteri. Essa è coinvolta nella stimolazione del sistema immunitario, nella sintesi di alcune vitamine (gruppo B e K), nella digestione e assorbimento dei nutrienti e produzione di acidi grassi a corta catena. Per questi motivi un soggetto con disbiosi spesso non digerisce bene, si ammala facilmente, si sente spesso stanco e senza energie, soffre di stitichezza o diarrea e lamenta aerofagia e meteorismo.

Comunemente la disbiosi intestinale si associa come elemento scatenante di svariati disturbi, tra questi in particolare le intolleranze alimentari.

La composizione della dieta è stato dimostrato avere un impatto significativo sul contenuto e le attività metaboliche della flora fecale umana. Alcune diete promuovono la crescita di microrganismi utili, mentre altre promuovono attività che possono risultare dannose.

Per effettuare una diagnosi di disbiosi è necessaria un’anamnesi accurata sulle abitudini del soggetto, in quanto le cause sono molteplici.

Un’alimentazione disordinata e quindi distribuita male durante la giornata, ricca di alimenti raffinati, alcool e additivi, coloranti e conservanti; ma non solo, contribuiscono i fattori stressogeni, l’abuso di farmaci come gli antibiotici e la mancanza di attività fisica.

Cosa fare in caso di disbiosi intestinale?

Innanzitutto seguire una dieta anti-disbiosi che prevede l’eliminazione di alimenti raffinati. Pertanto vanno evitati: il pane bianco e a seguire insaccati, eccesso di carne rossa, pesce affumicato e formaggi stagionati. Sono da preferire frutti maturi consumati lontano dai pasti e verdure amare che hanno azione depurativa. E’ preferibile mangiare poco ma spesso e bere molta acqua per facilitare l’allontanamento delle tossine.

Non meno importante è la supplementazione con probiotici (in particolare Bifidobacter) e con enzimi digestivi.

A cura della Dott.ssa Marina Putzolu

Bibliografia

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The causes of Intestinal Dysbiosis : A Review. Alternative Medicine Review

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Dysbiosis in inflammatory bowel disease. Www.gutjnl.com