L’intolleranza alimentare può comportare una estrema varietà di sintomi, non è detto infatti che si manifesti solo con disturbi a livello intestinale, le problematiche possono essere le più svariate e coinvolgere tutti i distretti ed organi del corpo. Sintomi di origine apparentemente sconosciuta quali continui mal di testa, frequente muco nasale, bronchiti e riniti ricorrenti, otiti, acne ed eruzioni cutanee, alterazioni di peso, stanchezza cronica, insonnia, cistiti e vaginiti recidivanti ecc. possono essere tutte manifestazioni di un’intolleranza del nostro organismo. Spesso sono proprio i cibi che consumiamo più frequentemente i maggiori implicati nell’insorgenza del problema. Questi fattori, e molti ancora, alterano l’integrità difensiva e filtrante della mucosa, distruggono la flora, favorendo l’insediamento e l’aggressione dei microrganismi patogeni e incidono negativamente sulla produzione di enzimi digestivi; la mucosa intestinale, permette così anche alle sostanze dannose di passare indisturbate.

La mucosa intestinale è il luogo dove si gioca la partita delle intolleranze alimentari.

L’intossicazione parte da lì, perché in quella sede si ha il passaggio di ciò che dovrebbe invece essere scartato. Altri organi sono però coinvolti: si tratta soprattutto di pancreas, fegato e reni. Il pancreas produce un succo ricchissimo di enzimi indispensabili per la completa demolizione delle macromolecole alimentari; ma stress e alimentazione raffinata, ricca di veleni e povera di cibi vitali, incidono sulla sua funzionalità, predisponendo a difficoltà digestive che si riflettono sul permanere nell’intestino di macromolecole indigerite e come tali “non tollerate”. Il ruolo di fegato e reni si realizza invece dopo il superamento della barriera intestinale. Il fegato riceve direttamente il sangue, carico dei prodotti della digestione, proveniente dall’intestino e, come una vera e propria centrale di depurazione, metabolizza tutti i nutrienti utili mentre disattiva e neutralizza le sostanze tossiche. I reni sono i filtri attraverso i quali avviene la depurazione del sangue e la definitiva espulsione dal corpo, con le urine, di tutto ciò che è inutile e nocivo. Quando è presente un’intolleranza alimentare, aumenta la quantità delle sostanze indesiderate che devono essere eliminate ed aumenta il carico di lavoro di tali organi. Lo stress del sovraccarico può renderli meno efficienti diminuendone l’azione detossificante, le tossine rimangono in circolo e raggiungono altri organi e tessuti, con conseguenze negative che possono farsi sentire a carico del sistema nervoso, dell’apparato respiratorio, della sfera intima, della pelle ecc., cioè in luoghi che sembrano assolutamente scollegati dall’intestino. Un approccio veramente valido in termini di efficacia dovrà agire su tutti i fattori coinvolti, a partire dall’intestino, di cui è necessario ristabilire l’integrità funzionale.

Bibliografia:

Kumar, Abbas, Fausto: Le basi patologiche delle malattie, Elsevier

A cura del Dott. Roberto Barani