Roberta, mamma di un ragazzo 17enne, è divenuta nostra socia e, sotto mia richiesta, ha deciso di raccontarci la propria esperienza.

Mio Figlio è da diversi anni che ha problemi, che mai nessun medico ha ricondotto a intolleranze varie, quali: flatulenza, dissenteria, stanchezza cronica, sudorazione eccessiva, ecc.

Inoltre è da circa 3 anni che ha le palpebre perennemente infiammate e gonfie, secondo un allergologo luminare sono dovute al nostro amato cagnolino, poiché mio figlio, fra le tante allergie, ha anche quella al pelo del cane.

Ho insistito diverse volte, affinché si potesse valutare in maniera differente la sua situazione, ma senza alcun esito positivo.

Finalmente dopo la mia ennesima richiesta, il primo agosto ha eseguito il “breath-test“, al quale ovviamente è risultato positivo.

Così abbiamo eliminato gli alimenti contenenti lattosio, fortunatamente in commercio se ne trovano di diverso tipo e devo dire che i vostri suggerimenti sono stati fondamentali per l’orientamento.

Le scariche sono migliorate, come anche il colorito del viso, ma c’è ancora qualcosa che non quadra. Capita spesso che abbia delle scariche non belle e le palpebre sono ancora gonfie e irritate.

E’ stato il caso, o forse la mia perseveranza, che mi ha aperto un nuovo mondo, quello ahimè delle intolleranze alimentari, perché credo che mio figlio abbia delle forti intolleranze e non solo al lattosio. Spesso si parla di reazioni a catena….

Adesso mi chiedo dove sia andata a finire l’etica professionale e soprattutto il cuore dell’essere umano che annulla ogni valore per quello economico.

E’ da circa tre anni che mio figlio utilizza una crema a base di cortisone per lenire le sue palpebre, unico rimedio possibile secondo l’allergologo. Inoltre l’adolescenza, si sa, è già di per sé un periodo molto critico e difficile!

Mai nessun medico/allergologo/dermatologo, ha pensato (o forse l’ha fatto, ma non l’ha detto) che potrebbe essere un discorso alimentare, per esempio la causa potrebbe essere il pomodoro!

Non le nascondo che sono amareggiata, confusa e disorientata. Mi rendo conto che ho bisogno di una guida in questo percorso che non è affatto semplice, ma non ho più fiducia!

Inoltre, come si può immaginare, in questi casi i costi da sostenere sono elevati, sia per l’acquisto dei cibi “diversi” che dei vari esami-test e purtroppo non si ha alcun sostegno economico e morale, proprio perché ancora oggi le intolleranze non sono riconosciute patologie debilitative del fisico e della psiche, quest’ultima da non sottovalutare!